Il sistema del verde nella Mezzaluna Meridionale di Milano
Con la definizione di "Mezzaluna Meridionale" si intende il territorio della Provincia di Milano che si estende a semicerchio, da nord ovest a nord est del capoluogo lombardo, attorno al nucleo centrale costituito dal territorio del comune di Milano.
L’analisi, seppure sommaria, del sistema delle aree verdi nella Mezzaluna Meridionale assume, un’importanza particolarmente rilevante a fronte della necessità, sempre più presente nei programmi di sviluppo territoriale, di una progettazione orientata alla sostenibilità ambientale delle aree verdi periurbane. Tale prospettiva, in relazione alla Mezzaluna Meridionale di Milano, appare ancor più interessante in quanto si tratta di un’area in cui lo spazio costruito, le aree verdi e gli spazi agricoli coesistono in un contesto ad alta fruibilità naturalistica ed ecologica.
L’elemento che maggiormente caratterizza il territorio della Mezzaluna Meridionale è il Parco Agricolo Sud Milano (PASM). Il PASM si estende su una superficie di 46.000 ettari e rappresenta il più vasto ambito di tutela ambientale della Provincia di Milano. Nel sistema del verde provinciale il PASM collega il Parco del Ticino ad Ovest con il Parco dell’Adda Nord ad est. Nelle sue frange settentrionali il PASM si collega con diversi Parchi locali di interesse sovracomunale come il “Parco del Roccolo”, “Oasi del WWF di Vanzago”, il “Bosco di Legnano” e i futuri “Parco delle Roggie” e “Parco Medio Olona” a ovest; il “Parco del Molgora” e il “Parco del Rio Vallone” a est.
La caratteristica territoriale del PASM è quella di avere una struttura “a macchia di leopardo” senza una continuità territoriale poiché non comprende le aree dei centri abitati e solo alcune parti del territorio dei 61 comuni su cui si sviluppa. In alcune parti della provincia, infatti, la presenza del Parco Sud assume la forma di area verde agricola interstiziale in cui la relazione e l’integrazione con le parti costruite e infrastrutturate del territorio diviene l’elemento caratterizzante dell’area stessa.
Già con la Legge Regionale n°41 del 1985 in materia di aree regionali protette si delineava questa particolare tipologia di area protetta come zona di importanza strategica per l’equilibrio ecologico delle aree metropolitane, per il recupero paesistico e ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna, per la connessione delle aree esterne dei sistemi di verde urbani, per la ricreazione e il tempo libero dei cittadini, mediante una più efficace gestione del paesaggio con particolare riguardo alla continuazione e al potenziamento delle attività agro-silvo-pastorali. Questa peculiarità, sostenuta da una volontà forte sia delle amministrazioni locali sia delle istituzioni regionali e provinciali ed ulteriormente ribadita nella legge istitutiva del Parco, trova conferma definitiva nell’approvazione, nel settembre 2000 del Piano Territoriale di Coordinamento da parte della Regione Lombardia. Nell’ambito della presente ricerca il Parco Sud rappresenta dunque un elemento importante proprio per la stretta relazione esistente tra le intenzioni di tutela e valorizzazione ambientale-paesaggistica-culturale ampiamente espresse, e la “forma” fisica del Parco stesso, ove aree verdi agricole spesso si scoprono contigue ad impianti industriali dismessi o siti degradati e contaminati.
Dal punto di vista ambientale la tipologia dell’area a parco è quella tipica della pianura irrigua, intensamente utilizzata dall’agricoltura nel corso dei secoli e profondamente modificata dal lavoro dell’uomo ma ricca di significativi valori culturali, in un contesto di area metropolitana tra le più sviluppate del paese. Particolarmente significativo il sistema della rete irrigua, dei navigli e dei fontanili, in cui si inseriscono edifici di carattere storico ed architettonico di pregio come le abbazie di Chiaravalle, Mirasole e Viboldone, i castelli di Tolcinasco e Zibido, nonché diversi nuclei rurali e grandi cascine. Nel Parco Sud sono compresi i parchi sovracomunali “dell’Addetta”, “L’Oasi di Lacchiarella” e “Il Parco dei Fontanili” nonché le Riserve naturali del “Fontanile Nuovo”, delle “Sorgenti della Muzzetta” e del “Bosco di Cusago”.
Il Parco Lombardo della Valle del Ticino (PLVT) ha un’estensione di circa 90.000 ettari distribuiti lungo l’asta fluviale dl Fiume Ticino ed include il territorio di 46 comuni, 16 dei quali in provincia di Milano. Istituito nel 1974 è l’unica area della regione in cui gli ambienti naturali e semi-naturali, pur in una posizione geografica prossima ai grandi centri urbani, hanno un’estensione sufficiente ad ospitare una fauna animale ricca e diversificata con specie altrove rare o scomparse.
Particolarmente interessante per la presente ricerca il fatto che il Parco si sia dotato di un programma di mantenimento di alcune coltivazioni agricole tradizionali quali la marcita e delle strutture architettoniche esistenti allo scopo di salvaguardare anche gli aspetti paesistici e culturali più significativi dell’attività umana svolta nel corso dei secoli su queste terre. In questa prospettiva potrebbero assumere significativa rilevanza i numerosi siti industriali dismessi già oggetto di interesse per l’archeologia industriale che sorgono nei comuni interessati dalla presenza del Parco.
All’estremità nord occidentale del comune di Legnano sorge anche il Parco dell’Alto Milanese che si estende su oltre 3.600.000 mq di cui oltre 1.700.000 nel comune di Legnano. Il paesaggio dominante è costituito da un’ampia distesa pianeggiante a prato, interrotta da zone boscate e da aree di coltivo, ultimo residuo dell’attività agricola della zona di cui permangono testimonianze strutturali di interesse quali cascine e stalle. Nel sistema delle aree protette confina ad ovest con il Parco del Ticino, a sud e a ovest è prossimo al Parco del Roccolo, all’area di rilevanza ambientale del Medio Olona e al Bosco di Legnano. Quest’ultimo, nato negli anni ‘80 si estende per circa 22 ettari a sud-est del comune di Legnano, ai margini del centro abitato, al confine con i comuni di Canegrate e san Vittore Olona. Si tratta di uno dei primi esempi di bosco urbano caratterizzato da un esteso sistema di ruscelli, laghetti, lanche e paludi che ne fanno l’habitat ideale per una ricca fauna ittica ed avicola.
Il Parco del Roccolo (PR) si estende tra il fiume Ticino ad ovest e l’Olona ad est su una superficie di circa 1.530 ettari interessando i comuni di Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Nerviano e Parabiago.
Anche il PR è quasi totalmente circondato da centri urbanizzati e per questo riveste grande valore strategico per la salvaguardia dell’attività agricola per il riequilibrio ecologico dell’intero contesto territoriale e come area verde di collegamento tra il Parco del Ticino ad ovest e il Parco Alto Milanese a nord. L’Oasi del WWF di Vanzago è un rettangolo di pianura irrigua di circa 200 ettari in cui crescono alberi di alto fusto e dove, grazie alla presenza di due grandi specchi d’acqua, si conserva un ritaglio di paesaggio padano così come doveva essere una volta. Situato nella parte occidentale del comune di Vanzago, al confine con Arluno e Nerviano, costituisce un corridoio naturale di collegamento tra il Parco del Roccolo e il Parco Agricolo Sud Milano.
Ad est del capoluogo milanese troviamo il Parco del Molgora che si estende per 583 ettari sviluppandosi in lunghezza in direzione nord-sud dal confine provinciale lungo il corso del torrente Molgora da Usmate-Velate e Carnate fino a Caponago interessando anche i comuni di Agrate Brianza, Burago Molgora e Vimercate.
Questo parco è al centro di un sistema di aree protette che vede a Nord il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, a ovest il Parco del Lambro, a est il Parco del Rio Vallone e a sud il Parco Agricolo Sud. Il Parco del Rio Vallone interessa i comuni di Basiano, Bellusco, Cavenago Brianza, Masate e Ornago nell’area a nord est di Milano e si sviluppa su una superficie complessiva di 480 ettari lungo l’asta del torrente Rio Vallone. Nel sistema del verde della Mezzaluna Meridionale è circondato ad ovest dal Parco del Molgora e a sud dal Parco Agricolo Sud Milano. Il parco, inserito in un contesto territoriale riccamente infrastrutturato custodisce ambienti di eccezionale pregio naturalistico con alcuni lembi di foresta planiziale e, grazie ad un futuro ampliamento dell’area di tutela all’intero corso del torrente, permetterà di costituire un lungo corridoio ecologico tra la Brianza collinare e il Parco Sud.
Con la definizione di "Mezzaluna Meridionale" si intende il territorio della Provincia di Milano che si estende a semicerchio, da nord ovest a nord est del capoluogo lombardo, attorno al nucleo centrale costituito dal territorio del comune di Milano.
L’analisi, seppure sommaria, del sistema delle aree verdi nella Mezzaluna Meridionale assume, un’importanza particolarmente rilevante a fronte della necessità, sempre più presente nei programmi di sviluppo territoriale, di una progettazione orientata alla sostenibilità ambientale delle aree verdi periurbane. Tale prospettiva, in relazione alla Mezzaluna Meridionale di Milano, appare ancor più interessante in quanto si tratta di un’area in cui lo spazio costruito, le aree verdi e gli spazi agricoli coesistono in un contesto ad alta fruibilità naturalistica ed ecologica.
L’elemento che maggiormente caratterizza il territorio della Mezzaluna Meridionale è il Parco Agricolo Sud Milano (PASM). Il PASM si estende su una superficie di 46.000 ettari e rappresenta il più vasto ambito di tutela ambientale della Provincia di Milano. Nel sistema del verde provinciale il PASM collega il Parco del Ticino ad Ovest con il Parco dell’Adda Nord ad est. Nelle sue frange settentrionali il PASM si collega con diversi Parchi locali di interesse sovracomunale come il “Parco del Roccolo”, “Oasi del WWF di Vanzago”, il “Bosco di Legnano” e i futuri “Parco delle Roggie” e “Parco Medio Olona” a ovest; il “Parco del Molgora” e il “Parco del Rio Vallone” a est.
La caratteristica territoriale del PASM è quella di avere una struttura “a macchia di leopardo” senza una continuità territoriale poiché non comprende le aree dei centri abitati e solo alcune parti del territorio dei 61 comuni su cui si sviluppa. In alcune parti della provincia, infatti, la presenza del Parco Sud assume la forma di area verde agricola interstiziale in cui la relazione e l’integrazione con le parti costruite e infrastrutturate del territorio diviene l’elemento caratterizzante dell’area stessa.
Già con la Legge Regionale n°41 del 1985 in materia di aree regionali protette si delineava questa particolare tipologia di area protetta come zona di importanza strategica per l’equilibrio ecologico delle aree metropolitane, per il recupero paesistico e ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna, per la connessione delle aree esterne dei sistemi di verde urbani, per la ricreazione e il tempo libero dei cittadini, mediante una più efficace gestione del paesaggio con particolare riguardo alla continuazione e al potenziamento delle attività agro-silvo-pastorali. Questa peculiarità, sostenuta da una volontà forte sia delle amministrazioni locali sia delle istituzioni regionali e provinciali ed ulteriormente ribadita nella legge istitutiva del Parco, trova conferma definitiva nell’approvazione, nel settembre 2000 del Piano Territoriale di Coordinamento da parte della Regione Lombardia. Nell’ambito della presente ricerca il Parco Sud rappresenta dunque un elemento importante proprio per la stretta relazione esistente tra le intenzioni di tutela e valorizzazione ambientale-paesaggistica-culturale ampiamente espresse, e la “forma” fisica del Parco stesso, ove aree verdi agricole spesso si scoprono contigue ad impianti industriali dismessi o siti degradati e contaminati.
Dal punto di vista ambientale la tipologia dell’area a parco è quella tipica della pianura irrigua, intensamente utilizzata dall’agricoltura nel corso dei secoli e profondamente modificata dal lavoro dell’uomo ma ricca di significativi valori culturali, in un contesto di area metropolitana tra le più sviluppate del paese. Particolarmente significativo il sistema della rete irrigua, dei navigli e dei fontanili, in cui si inseriscono edifici di carattere storico ed architettonico di pregio come le abbazie di Chiaravalle, Mirasole e Viboldone, i castelli di Tolcinasco e Zibido, nonché diversi nuclei rurali e grandi cascine. Nel Parco Sud sono compresi i parchi sovracomunali “dell’Addetta”, “L’Oasi di Lacchiarella” e “Il Parco dei Fontanili” nonché le Riserve naturali del “Fontanile Nuovo”, delle “Sorgenti della Muzzetta” e del “Bosco di Cusago”.
Il Parco Lombardo della Valle del Ticino (PLVT) ha un’estensione di circa 90.000 ettari distribuiti lungo l’asta fluviale dl Fiume Ticino ed include il territorio di 46 comuni, 16 dei quali in provincia di Milano. Istituito nel 1974 è l’unica area della regione in cui gli ambienti naturali e semi-naturali, pur in una posizione geografica prossima ai grandi centri urbani, hanno un’estensione sufficiente ad ospitare una fauna animale ricca e diversificata con specie altrove rare o scomparse.
Particolarmente interessante per la presente ricerca il fatto che il Parco si sia dotato di un programma di mantenimento di alcune coltivazioni agricole tradizionali quali la marcita e delle strutture architettoniche esistenti allo scopo di salvaguardare anche gli aspetti paesistici e culturali più significativi dell’attività umana svolta nel corso dei secoli su queste terre. In questa prospettiva potrebbero assumere significativa rilevanza i numerosi siti industriali dismessi già oggetto di interesse per l’archeologia industriale che sorgono nei comuni interessati dalla presenza del Parco.
All’estremità nord occidentale del comune di Legnano sorge anche il Parco dell’Alto Milanese che si estende su oltre 3.600.000 mq di cui oltre 1.700.000 nel comune di Legnano. Il paesaggio dominante è costituito da un’ampia distesa pianeggiante a prato, interrotta da zone boscate e da aree di coltivo, ultimo residuo dell’attività agricola della zona di cui permangono testimonianze strutturali di interesse quali cascine e stalle. Nel sistema delle aree protette confina ad ovest con il Parco del Ticino, a sud e a ovest è prossimo al Parco del Roccolo, all’area di rilevanza ambientale del Medio Olona e al Bosco di Legnano. Quest’ultimo, nato negli anni ‘80 si estende per circa 22 ettari a sud-est del comune di Legnano, ai margini del centro abitato, al confine con i comuni di Canegrate e san Vittore Olona. Si tratta di uno dei primi esempi di bosco urbano caratterizzato da un esteso sistema di ruscelli, laghetti, lanche e paludi che ne fanno l’habitat ideale per una ricca fauna ittica ed avicola.
Il Parco del Roccolo (PR) si estende tra il fiume Ticino ad ovest e l’Olona ad est su una superficie di circa 1.530 ettari interessando i comuni di Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Nerviano e Parabiago.
Anche il PR è quasi totalmente circondato da centri urbanizzati e per questo riveste grande valore strategico per la salvaguardia dell’attività agricola per il riequilibrio ecologico dell’intero contesto territoriale e come area verde di collegamento tra il Parco del Ticino ad ovest e il Parco Alto Milanese a nord. L’Oasi del WWF di Vanzago è un rettangolo di pianura irrigua di circa 200 ettari in cui crescono alberi di alto fusto e dove, grazie alla presenza di due grandi specchi d’acqua, si conserva un ritaglio di paesaggio padano così come doveva essere una volta. Situato nella parte occidentale del comune di Vanzago, al confine con Arluno e Nerviano, costituisce un corridoio naturale di collegamento tra il Parco del Roccolo e il Parco Agricolo Sud Milano.
Ad est del capoluogo milanese troviamo il Parco del Molgora che si estende per 583 ettari sviluppandosi in lunghezza in direzione nord-sud dal confine provinciale lungo il corso del torrente Molgora da Usmate-Velate e Carnate fino a Caponago interessando anche i comuni di Agrate Brianza, Burago Molgora e Vimercate.
Questo parco è al centro di un sistema di aree protette che vede a Nord il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, a ovest il Parco del Lambro, a est il Parco del Rio Vallone e a sud il Parco Agricolo Sud. Il Parco del Rio Vallone interessa i comuni di Basiano, Bellusco, Cavenago Brianza, Masate e Ornago nell’area a nord est di Milano e si sviluppa su una superficie complessiva di 480 ettari lungo l’asta del torrente Rio Vallone. Nel sistema del verde della Mezzaluna Meridionale è circondato ad ovest dal Parco del Molgora e a sud dal Parco Agricolo Sud Milano. Il parco, inserito in un contesto territoriale riccamente infrastrutturato custodisce ambienti di eccezionale pregio naturalistico con alcuni lembi di foresta planiziale e, grazie ad un futuro ampliamento dell’area di tutela all’intero corso del torrente, permetterà di costituire un lungo corridoio ecologico tra la Brianza collinare e il Parco Sud.
All’estremità orientale del territorio della Provincia di Milano si estende il Parco dell’Adda Nord. Il suo territorio si dispiega lungo il corso dell’Adda tra Cornate d’Adda a Nord fino a Trucazzano e comprende un tratto tipicamente planiziale del fiume, con ampi boschi naturali e semi-naturali ed estensioni agricole o a pioppeta. L’importanza naturalistica del parco è accresciuta dalla presenza di lanche e zone palustri ricche di avifauna acquatica. Anche qui, come nel caso del Parco del Ticino, si fa rilevante la presenza di siti dismessi di interesse archeologico industriale che costituiscono un importante elemento a favore di una sempre maggiore attenzione ai valori storico culturali di un’area, insieme con quelli naturalistici.
Appare evidente come l’intero sistema del verde nella Mezzaluna Meridionale si sviluppi in relazione al ricco ed articolato reticolo idrografico che percorre il territorio provinciale. Oltre ai grandi fiumi alpini Adda e Ticino che contribuiscono in maniera preponderante allo sviluppo del sistema idraulico milanese, vi sono altri fiumi come il Lambro e l’Olona cui si aggiunge una fitta rete di canali artificiali e corsi d’acqua naturali con funzioni legate alle esigenze agricole come il Canale Muzza, il Naviglio della Martesana, il Naviglio Grande e il Canale Villoresi. L’area meridionale della provincia di Milano è poi interessata, come si è visto, dal fenomeno dei fontanili e delle risorgive che hanno permesso, in passato, lo sviluppo di un’antica e caratteristica pratica colturale della Pianura Padana: la marcita.
Maristella Bergaglio
Maristella Bergaglio
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