sabato 20 novembre 2010

Pagine d'Autore: Geografia e qualità della vita


di Giacomo Corna Pellegrini

Qualità della vita significa essenzialmente benessere della popolazione di un certo territorio: con ciò non si intendono soltanto le sue condizioni economiche, ma anche quelle della propria personale sicurezza, libertà e possibilità di espressione umana nel presente, con prevedibile loro continuità anche per le generazioni future. Insomma, la qualità della vita è molto vicina ai concetti di felicità e di sviluppo umano sostenibile, peraltro così difficili da definire.
Studiano la qualità della vita, oltre la geografia, anche l’ecologia, la medicina, l’urbanistica e l’architettura, la psicologia, la sociologia, l’ conomia e perfino la filosofia e l’etica. Gli indicatori ambientali sono tra gli strumenti principali utilizzati, nella ricerca scientifica dalla maggior parte di queste discipline, ma anche altre metodologie di indagine e riflessione sono in molti casi necessarie per rappresentare la qualità della vita. Non a caso essa è stata alla attenzione di tutte religioni e delle principali ideologie dei popoli della Terra.

lunedì 26 aprile 2010

Articoli: Gulu: tra la guerra e l’Ebola

di Amanda Ferrario
Gulu si trova in Uganda. Una zona del nostro pianeta poco conosciuta e molto difficile da vivere. Prima della guerra civile che sta devastando questa regione, Gulu era una zona ricca di risorse e di agricoltura, una zona dell’Africa in cui nessun abitante aveva mai sofferto la fame. Ora, dopo 25 anni di paura e di guerriglia armata, abbandonata al suo destino, Gulu è l’anticamera dell’Inferno.
A sole 4 ore da Kampala è una delle zone più pericolose del pianeta dove essere bambini significa essere prede, braccati dalla fame, falcidiati dalle malattie, devastati dai ribelli della LRA (Lord’s Resistance Army). Crescere è la cosa più difficile che un bambino possa fare, sopravvivere, a volte, è peggio che morire. Questa regione è abitata dagli Acholi, ch vantano una tradizione guerriera fin dalla loro storia precoloniale. Dopo l’indipendenza e il primo governo di Obote, l’armata dell’esercito ufficiale è ancora pieno di Acholi. Nel 1971 Amin spodesta Obote ed inizia per l’Uganda un periodo difficile e molto travagliato. Amin è musulmano e di etnia kakwa e teme la possibile reazione degli Acholi fedeli ad Obote, per questo li confina nelle caserme e comincia una strage di civili che non è ancora oggi terminata. Nel 1979 Museveni costringe Amin e i suoi alla fuga e loro riparano in Sudan. Quindi, dopo diverse e discusse presidenze a interim, torna a governare Obote. Inizia una guerra senza quartiere tra i personaggi più rappresentativi degli eserciti: Obote, Museveni e Okello per la presidenza del Paese. Nel 1986 Museveni assume il controllo ma la guerriglia è continua e le armate che sconvolgono l’Uganda assomigliano più bande di ribelli e di saccheggiatori che ad eserciti regolari.

domenica 7 marzo 2010

Articoli: Il declino della mortalità infantile

di Maristella Bergaglio

Milioni di bambini ogni anno muoiono perché non hanno accesso a servizi sanitari adeguati, perché non possono bere acqua pulita, perché sono denutriti, malnutriti oppure sono colpiti da malattie che potrebbero essere facilmente curate o evitate. Tuttavia i dati resi noti nel dicembre scorso dal UNICEF, World Health Organization e United Nations Population Division mostrano chiaramente come la mortalità infantile sia in calo costante ormai dal 1990 e come abbia accelerato negli ultimi dieci anni il suo trend discendente. Nel 1990 circa 13 milioni di bambini sono morti prima di raggiungere il quinto compleanno mentre nel 2008 i morti, tra i più piccoli, sono scesi a 9 milioni.

domenica 28 febbraio 2010

Articoli: L'epidemia dimenticata: la Spagnola

di Maristella Bergaglio

L’epidemia di “Spagnola” che colpisce il mondo tra l’autunno del 1918 e la primavera del 1919 può essere considerato l’evento pandemico più spaventoso dopo la peste nera del 1348. Tuttavia, la Spanish Flu, che costa al mondo, secondo le stime, dai 20 ai 40 milioni di vite umane, un numero di vittime superiore a quelle imputabili alla II Guerra Mondiale, viene censurata e negata nell’immediato e, in seguito, completamente rimossa dalla memoria collettiva. Questo rappresenta un’anomalia rispetto ad altri eventi epidemici, non solamente quelli storicamente datati e variamente celebrati nella letteratura e nell’arte, ma anche, se ci riferiamo esclusivamente al caso italiano, a recrudescenze periodiche di malattie ben conosciute ed endemicamente diffuse come il colera o la tubercolosi di cui la letteratura scientifica medica si è diffusamente occupata. Infatti, nella letteratura del tempo, l’unico riferimento alla Spagnola che possiamo ricordare è contenuto in una novella di Marino Moretti dal titolo “L’amica malata” ma neppure successivamente sono facilmente rintracciabili richiami all’epidemia. 

domenica 14 febbraio 2010

Ricerche: Prime testimonianze dell'uso dell'aereo a scopo cartografico nelle colonie italiane in Africa

di Maristella Bergaglio

La 1° Flottiglia Aeroplani di Tripoli giunse in Libia nell'ottobre del 1911, al comando del Cap. Carlo Maria Piazza. Ad essa furono assegnati 11 ufficiali piloti, 30 uomini di governo e 9 aeroplani: 2 Bleriot monoposto, 3 Nieuport, 2 Farman e 2 Etrich, tutti biposto. La grande stabilità di quest’ultimo velivolo ne faceva uno strumento ideale per la ricognizione in quanto permetteva al pilota di distogliere le mani dai comandi per usare il binocolo e tracciare schizzi.
Il compito dei piloti era di compiere ricognizioni in territorio nemico per scoprire entità e spostamenti delle forze nemiche. La prima missione venne compiuta dal comandante della spedizione, Capitano Carlo Maria Piazza, il 23 ottobre con un Blériot, la seconda dal capitano Riccardo Moizo, lo stesso giorno con un Nieuport.