di Maristella Bergaglio
Milioni di bambini ogni anno muoiono perché non hanno accesso a servizi sanitari adeguati, perché non possono bere acqua pulita, perché sono denutriti, malnutriti oppure sono colpiti da malattie che potrebbero essere facilmente curate o evitate. Tuttavia i dati resi noti nel dicembre scorso dal UNICEF, World Health Organization e United Nations Population Division mostrano chiaramente come la mortalità infantile sia in calo costante ormai dal 1990 e come abbia accelerato negli ultimi dieci anni il suo trend discendente. Nel 1990 circa 13 milioni di bambini sono morti prima di raggiungere il quinto compleanno mentre nel 2008 i morti, tra i più piccoli, sono scesi a 9 milioni.
I progressi nella diminuzione della mortalità infantile si sono registrati in tutte le aree geografiche del mondo, anche nei paesi più poveri, come ad esempio nell’Africa Sub-Sahariana, dove la mortalità al di sotto dei 5 anni di vita è passata da valori generalmente superiori al 180 per mille dei primi anni Novanta a valori pari o inferiori al 145 per mille circa del 2008, con riduzioni, in molti casi, che si aggirano attorno al 100 per mille. Tuttavia, nonostante gli evidenti progressi, i valori del tasso di mortalità infantile al di sotto dei 5 anni dei paesi in via di sviluppo risultano elevatissimi se confrontati con quelli dei paesi a sviluppo avanzato nei quali difficilmente si possono incontrare tassi superiori al 6 per mille. Si evidenzia sempre chiaramente, infatti, il persistere di profonde differenze nella qualità della vita dei bambini nelle diverse parti del mondo, differenze che ricalcano tristemente gli squilibri nella distribuzione della ricchezza mondiale ed appaiono particolarmente accentuate nelle aree in cui si concentra la popolazione più povera del pianeta. Tutti e 34 gli stati che presentano nel 2008 un tasso di mortalità infantile superiore al 100 per mille si trovano, fatta eccezione per l’Afganistan, nell’africa Sub-Sahariana. La metà di tutte le morti di bambini al di sotto dei 5 anni, in valore assoluto, avviene in cinque stati: India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan e Cina. Ogni anno India e Nigeria, da sole, registrano circa un terzo del totale delle morti di bambini con meno di 5 anni.
Figlura 1: Il declino della mortalità infantile dal 1990 al 2008
Fonte: http://www.childinfo.org/
La ragione principale della diminuzione nel tasso di mortalità infantile registrato negli ultimi 20 anni è da individuarsi nella sempre maggiore diffusione delle vaccinazioni contro malattie infettive potenzialmente mortali come tetano, morbillo e difterite, di cui, secondo gli ultimi dati, nel 2008 hanno potuto usufruire oltre 16o milioni di bambini. Il morbillo per esempio, quasi completamente scomparso tra le nuove generazioni dei paesi a sviluppo avanzato grazie alle campagne vaccinali a copertura totale, costituisce nei paesi in via di sviluppo una delle prime cinque cause di morte per i bambini al di sotto dei cinque anni di vita. La WHO riporta per il 2008 circa 165.000 morti dovute a questa malattia altamente infettiva, pari a circa 450 decessi ogni giorno, 18 ogni ora, il 95% dei quali nei paesi in via di sviluppo. Le campagne vaccinali contro il morbillo hanno raggiunto nel 2008 l’83% dei bambini del mondo prima del loro primo compleanno, con un ampliamento della copertura di circa l’11% dal 2000 ad oggi ed un calo del numero delle morti, nello stesso periodo, di oltre il 78%. Tuttavia, ancora oggi si stima che circa 24 milioni di bambini, quasi il 20% dei nati ogni anno sulla terra, non riceva alcun tipo di vaccino a causa di sistemi sanitari carenti, ostacoli di tipo logistico ed infrastrutturale alla conservazione ed alla distribuzione delle dosi necessarie, a causa dell’ignoranza, della mancanza di fondi, delle difficoltà legate a guerre, carestie, eventi climatici avversi. L’Unicef, nel recente The state of the World's Vaccines and Immunizations, stima che un incremento di un solo miliardo di dollari nell’implementazione delle campagne vaccinali consentirebbe di raggiungere ed immunizzare la quasi totalità dei bambini in 72 tra le nazioni più povere della terra.
Maristella Bergaglio

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